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milano4youSegrate, 10 dicembre 2015

In questi giorni stiamo assistendo a un bombardamento mediatico senza precedenti riguardo a Segrate Boffalora, fatto persino di articoli sulle prime pagine di quotidiani nazionali quali il Corriere della Sera e Libero.
L'articolo sul Corriere del 7 dicembre 2015 rientra in un'inchiesta sui "Freni della burocrazia": la tesi del giornalista Dario Di Vico è che un poderoso investimento immobiliare che avrebbe portato lavoro e benessere, dopo un lungo iter burocratico ed a due passi dalla conclusione è stato fermato senza apparenti motivazioni dalla nuova Giunta di centro sinistra.
L'articolo - un'intera pagina in continuazione del richiamo in prima - è corredato da una grande immagine di modernissime abitazioni affacciate su specchi d'acqua e si conclude con alcune frasi riprese da un recente comunicato del Sindaco di Segrate, Paolo Micheli.
La stessa foto appare l'8 dicembre 2015 sul quotidiano Libero in un articolo con la stessa evidenza: richiamo in prima pagina e ampio spazio all'interno. A differenza di Di Vico, il giornalista di Libero, Matteo Borghi, costruisce l'articolo su un'intervista, ma non al Sindaco attuale, bensì all'ex Sindaco Adriano Alessandrini.
Alessandrini - che a nostro avviso è il principale responsabile del pasticcio Boffalora -, usando praticamente le stesse frasi e concetti dell'articolo del Corriere si dichiara stupito che la nuova Amministrazione non voglia accettare "di corsa" le richieste del nuovo investitore immobiliare, come invece lui ha fatto in situazioni analoghe su tutto il territorio di Segrate nei dieci anni del suo mandato.
Al Corriere e a Libero il Sindaco Micheli ha replicato ricordando che lo scorso giugno i segratesi hanno votato per lui e per Segrate Nostra anche spinti da questi motivi:
• a Segrate ci sono già ora un migliaio di appartamenti in vendita;
• buona parte di questi appartamenti si riferiscono ad iniziative che, a causa della crisi immobiliare, sono fermi o vanno a rilento: Village Stazione, Redecesio Est, Centroparco, Vecchia Olghia, la stessa Boffalora, ecc., hanno riempito Segrate di cantieri poco o per niente attivi e di scheletri di palazzi costruiti a metà;
• come se non bastasse, all'interno dell'accordo di programma del mega Centro Commerciale sono già stati autorizzati (sempre dall'infaticabile Alessandrini)  la realizzazione di un nuovo quartiere di fronte a San Felice per altri 3000 abitanti nonché nuove strutture commerciali e terziarie a Novegro;
• in una situazione di forte crisi immobiliare, con il territorio segratese urbanizzato quasi per intero dalla politica immobiliarista degli ultimi vent'anni, programmare un altro nuovo quartiere per ulteriori 3/4000 abitanti, oltre a uffici, edifici commerciali e di servizi non avrebbe assolutamente alcun senso se non fosse per i problemi degli attuali residenti.
Di questi ultimi e delle cause della loro situazione gli articoli accennano appena: "Un vecchio e sballato investimento datato 2005" secondo il Corriere; "Progetto edilizio Santa Monica del 2004-2005 della società Vegagest-Aster che purtroppo è fallita prima di poter completare l'opera" secondo Alessandrini su Libero.
Da parte del Corriere nemmeno una parola su chi ha gestito in modo fallimentare la vicenda e ne è quindi politicamente responsabile: Adriano Alessandrini. Il cui nome è però stampato in modo indelebile - nel 2004 come assessore e dal 2005 come Sindaco - in tutti i capitoli della storia del Piano Boffalora: il progetto del 2004, la convenzione del 2005, l'accordo transattivo del 2011 (quello che chiuse la vicenda delle fideiussioni emesse da un istituto che non poteva emetterle), la modifica datata 2012.
Atti questi che in oltre dieci anni hanno portato alla situazione che vediamo oggi: sui campi della Boffalora sono stati costruiti in tutto 5 palazzi senza servizi ove vi sono un centinaio di famiglie oberate da eccessive spese a causa della precarietà degli impianti condominiali.
L'articolo del Corriere, tanto simile a quello di Libero, se la prende anche con la lentezza della burocrazia comunale: una sciocchezza evidentemente, visto, per fare un solo esempio, la mole di lavoro che in Comune stanno facendo per velocizzare gli investimenti sul progetto Westfield.
La replica del sindaco Micheli al Corriere della Sera è stata messa in un fondo pagina e con un commento critico del giornalista.
Non ha importanza: anche di fronte a questa potenza di fuoco mediatica noi continueremo a difendere quel che resta del nostro territorio.
Senza tentennamenti e con la massima trasparenza.

Segrate Nostra