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Segrate, 12 giugno 2015

Cari elettori e concittadini, cari amici, in quest'ultimo comunicato che precede le elezioni vogliamo anzitutto ringraziarvi per il sostegno che ci state dando, ma anche permetterci una puntualizzazione, fastidiosa ma doverosa.  
Abbiamo cercato di contraddistinguerci sempre per la qualità della riflessione e delle proposte, per le nostre idee ma anche per lo stile con cui le proponiamo.
Lo stile è importante, anche se in molti tendono a dimenticarlo. Stile significa anche confronto educato e, come ci insegnavano da piccoli, non dire le bugie, non infangare l'avversario, combattere lealmente. Nonostante l'indignazione. Crediamo di averlo fatto: i nostri volantini raccontano cose vere e provabili, anzi provate dagli atti ufficiali che sono depositati in comune e pubblici, quindi consultabili, a partire dal PGT per arrivare alle sedute del Consiglio Comunale e alle delibere di Giunta. Provabile e ovvia è anche la svalutazione delle case negli ultimi anni, come chiunque abbia provato a vendere la propria casa a Segrate saprà, a fronte di molte centinaia di case nuove invendute. La svalutazione si tocca con mano anche a San Felice, dove il costo a metro quadro è talvolta sceso sotto i 2000€.
E' invece assolutamente incredibile la messe di accuse che ci vengono mosse dalla parte avversa, dai sostenitori di Tecla Fraschini, non provate e non provabili dai fatti. Fino a tirare in ballo le sciocchezze sul comunismo, la falce e il martello e altre vergognose menzogne, senza alcun fondamento ma forse d'effetto per il cittadino meno colto o provveduto.
Sarebbe anche interessante capire se con "Segrate città della cultura" intendono proseguire con la mediocrità culturale propinata in questi anni. Alzi la mano chi ricorda più di un evento o un momento davvero culturale, di qualità, che sia partito dall'Amministrazione Comunale, e non da una delle vivaci associazioni del nostro territorio o dal competente personale della Biblioteca.
La cultura non è di destra né di sinistra, è stimolare le persone a pensare, costruire una identità e orizzonti per il futuro, come abbiamo già scritto in un recente volantino.
C'è da vergognarsi, sì, del livore che sta ancora esprimendo chi ha amministrato per molti anni, ora che probabilmente vede minacciato il proprio "regno" e teme sarà scoperchiato qualche "altarino".
Ma la vergogna è un sentimento che richiede moralità e non pare sia più di moda.

Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra