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milano4youSegrate, 10 dicembre 2015

In questi giorni stiamo assistendo a un bombardamento mediatico senza precedenti riguardo a Segrate Boffalora, fatto persino di articoli sulle prime pagine di quotidiani nazionali quali il Corriere della Sera e Libero.
L'articolo sul Corriere del 7 dicembre 2015 rientra in un'inchiesta sui "Freni della burocrazia": la tesi del giornalista Dario Di Vico è che un poderoso investimento immobiliare che avrebbe portato lavoro e benessere, dopo un lungo iter burocratico ed a due passi dalla conclusione è stato fermato senza apparenti motivazioni dalla nuova Giunta di centro sinistra.
L'articolo - un'intera pagina in continuazione del richiamo in prima - è corredato da una grande immagine di modernissime abitazioni affacciate su specchi d'acqua e si conclude con alcune frasi riprese da un recente comunicato del Sindaco di Segrate, Paolo Micheli.
La stessa foto appare l'8 dicembre 2015 sul quotidiano Libero in un articolo con la stessa evidenza: richiamo in prima pagina e ampio spazio all'interno. A differenza di Di Vico, il giornalista di Libero, Matteo Borghi, costruisce l'articolo su un'intervista, ma non al Sindaco attuale, bensì all'ex Sindaco Adriano Alessandrini.
Alessandrini - che a nostro avviso è il principale responsabile del pasticcio Boffalora -, usando praticamente le stesse frasi e concetti dell'articolo del Corriere si dichiara stupito che la nuova Amministrazione non voglia accettare "di corsa" le richieste del nuovo investitore immobiliare, come invece lui ha fatto in situazioni analoghe su tutto il territorio di Segrate nei dieci anni del suo mandato.
Al Corriere e a Libero il Sindaco Micheli ha replicato ricordando che lo scorso giugno i segratesi hanno votato per lui e per Segrate Nostra anche spinti da questi motivi:
• a Segrate ci sono già ora un migliaio di appartamenti in vendita;
• buona parte di questi appartamenti si riferiscono ad iniziative che, a causa della crisi immobiliare, sono fermi o vanno a rilento: Village Stazione, Redecesio Est, Centroparco, Vecchia Olghia, la stessa Boffalora, ecc., hanno riempito Segrate di cantieri poco o per niente attivi e di scheletri di palazzi costruiti a metà;
• come se non bastasse, all'interno dell'accordo di programma del mega Centro Commerciale sono già stati autorizzati (sempre dall'infaticabile Alessandrini)  la realizzazione di un nuovo quartiere di fronte a San Felice per altri 3000 abitanti nonché nuove strutture commerciali e terziarie a Novegro;
• in una situazione di forte crisi immobiliare, con il territorio segratese urbanizzato quasi per intero dalla politica immobiliarista degli ultimi vent'anni, programmare un altro nuovo quartiere per ulteriori 3/4000 abitanti, oltre a uffici, edifici commerciali e di servizi non avrebbe assolutamente alcun senso se non fosse per i problemi degli attuali residenti.
Di questi ultimi e delle cause della loro situazione gli articoli accennano appena: "Un vecchio e sballato investimento datato 2005" secondo il Corriere; "Progetto edilizio Santa Monica del 2004-2005 della società Vegagest-Aster che purtroppo è fallita prima di poter completare l'opera" secondo Alessandrini su Libero.
Da parte del Corriere nemmeno una parola su chi ha gestito in modo fallimentare la vicenda e ne è quindi politicamente responsabile: Adriano Alessandrini. Il cui nome è però stampato in modo indelebile - nel 2004 come assessore e dal 2005 come Sindaco - in tutti i capitoli della storia del Piano Boffalora: il progetto del 2004, la convenzione del 2005, l'accordo transattivo del 2011 (quello che chiuse la vicenda delle fideiussioni emesse da un istituto che non poteva emetterle), la modifica datata 2012.
Atti questi che in oltre dieci anni hanno portato alla situazione che vediamo oggi: sui campi della Boffalora sono stati costruiti in tutto 5 palazzi senza servizi ove vi sono un centinaio di famiglie oberate da eccessive spese a causa della precarietà degli impianti condominiali.
L'articolo del Corriere, tanto simile a quello di Libero, se la prende anche con la lentezza della burocrazia comunale: una sciocchezza evidentemente, visto, per fare un solo esempio, la mole di lavoro che in Comune stanno facendo per velocizzare gli investimenti sul progetto Westfield.
La replica del sindaco Micheli al Corriere della Sera è stata messa in un fondo pagina e con un commento critico del giornalista.
Non ha importanza: anche di fronte a questa potenza di fuoco mediatica noi continueremo a difendere quel che resta del nostro territorio.
Senza tentennamenti e con la massima trasparenza.

Segrate Nostra

Segrate, 16 novembre 2015comunicato20151116

Lo scorso 22 ottobre è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione il decreto che dà parere positivo alla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) del Westfield Milan, il mega centro commerciale da 130.000 mq di sola parte vendita tra alimentare e non, il più grande d'Europa, che arriverà sull'area ella ex dogana.

Il decreto contiene una serie di prescrizioni che tendono a mitigare gli effetti dei lavori per realizzarlo, il rumore, le macerie, gli scarichi.
Il Westfield ci porterà la realizzazione della viabilità speciale dove potrà essere dirottato in gran parte il traffico di attraversamento che ora affumica i quartieri che guardano sulla Cassanese. Porterà anche attività economiche, possibilità di lavoro, grande visibilità per la notorietà che probabilmente avrà la struttura.

Ma porterà anche dei gravi disagi ambientali.
Ce lo ricorda il decreto della VIA dove vengono confermate tutte le preoccupazioni che da anni ci fanno essere una voce critica nei confronti di questa iniziativa. Ecco i principali.

1) La struttura sarà enormemente energivora. Viene infatti calcolato che per climatizzare il previsto volume di quasi un milione e mezzo di metri cubi saranno necessari 30GWh/anno di energia elettrica, pari a 2 millesimi del consumo di energia elettrica di tutta la Lombardia.
2) Il Westfield Milan va a utilizzare un'area, quella della dogana, da tempo già persa come area verde; tuttavia il decreto sottolinea che determinerà un aumento di suolo impermeabilizzato di quasi 20 ha.

Ma soprattutto:
3) Il decreto riporta la valutazione per le emissioni degli inquinanti NOx, COV, CO, PM10, PM2.5 e per la CO2 derivanti dal traffico veicolare indotto dal centro commerciale e giunge a questa preoccupante conclusione: le emissioni di queste sostanze inquinanti nel comune di Segrate avranno, quando il Westfield sarà in piena attività commerciale, un aumento stimato fra il 12 e il 27% circa.

I poteri dell'amministrazione comunale in questa ultima fase del lunghissimo percorso di convenzioni, permessi e pareri sono ormai ridotti. Tuttavia siamo sicuri che verrà profuso ogni impegno per ridurre l'impatto di questa mega struttura sul nostro territorio. Soprattutto occorrerà lavorare perché un adeguato sistema trasporti pubblici offra agli utilizzatori del Westfield Milan una valida alternativa all'uso dell'auto, perché la Cassanese bis dovrà diminuire l'inquinamento del nostro territorio, non aumentarlo così drasticamente.

Segrate Nostra

Segrate, 9 novembre 2015smartcity

Da tempo, i residenti del quartiere San Felice lamentano la difficoltà a trovare parcheggio nel loro centro commerciale e la presenza di numerose auto in sosta al di fuori degli spazi consentiti. E questo nonostante che il parcheggio del centro disponga di 173 posti auto con disco orario e 111 liberi e che vi siano altri 199 posti auto liberi la limitrofa Strada Anulare.
In effetti il centro commerciale e i servizi presenti nel quartiere (nidi, scuole, ufficio postale, centro civico) sono utilizzati oltre che dagli abitanti di San Felice anche da un bacino d'utenza che negli anni è andato progressivamente allargandosi rispetto alla situazione originale in quanto include i dipendenti delle numerose società che si sono insediate in questa parte del territorio (Mondadori, IBM, Segreen, Microsoft, 3M, ecc.) e gli abitanti del limitrofo quartiere Malaspina, per citare le realtà più numerose.

Nella settimana dal 30 settembre al 6 ottobre scorso l'amministrazione del Condominio Centrale di San Felice ha eseguito delle rilevazioni orarie dalle 6 alle 22 per poter disporre di dati oggettivi sulla situazione dei parcheggi. E' risultato che in tutti i giorni lavorativi nel centro commerciale la fascia oraria più critica è quella tra le 10 e le 14, mentre nell'anulare la criticità dura dalla prima mattina fino alla sera. Inoltre sono state contate anche le auto in parcheggio "selvaggio": se ne trova sempre qualcuna ed arrivano ad essere una trentina circa intorno all'intervallo di pranzo.

Lo scorso luglio la Giunta Comunale ha deliberato la revoca del progetto di un parcheggio pubblico in via San Bovio che sarebbe costato ben 1.200.000 € di fondi pubblici, ritenendo giustamente di "rimandare ogni decisione sull'opera a più approfondite valutazioni sulla sua necessità da effettuarsi in collaborazione con i residenti e con gli operatori commerciali e industriali della zona".

Le soluzioni al problema possono essere svariate e nel quartiere se ne discute già da anni. Secondo noi è auspicabile che l'amministrazione comunale scelga quella o quelle che soddisfino al meglio le diverse esigenze e comportino il minor impatto ambientale possibile, senza danneggiare i commercianti che rappresentano comunque una risorsa  e "un'anima" del quartiere.  Ma dato che nel prossimo futuro nella zona si aggiungeranno il nuovo quartiere della società Fintecna, che, salvo sorprese, edificherà l'area verde a sud dell'Ibm costruendo palazzi che ospiteranno circa 800 abitazioni di lusso e anche la nuova residenza per anziani autorizzata dalla Giunta Alessandrini sul terreno dell'attuale Sporting Club Marconi alle porte di San Felice, il tempo per pensare e realizzare un piano globale per i parcheggi e la viabilità della zona non è molto.

Ben venga quindi quanto prima possibile la consultazione e le iniziative conseguenti! Magari a partire dalla creazione di una rete ciclabile sicura ed efficace con stazioni di bike sharing.

Segrate Nostra

ghostbike rSegrate, 10 ottobre 2015

Il 6 ottobre 2014 moriva Hilda, travolta e uccisa da un camion mentre si recava al lavoro in bici. Sul luogo della tragedia, all'uscita dalla Brebemi a Segrate in direzione Milano nei pressi della rotatoria di San Felice, ha fatto la sua comparsa una ghost bike. La bici fantasma è dipinta completamente di bianco, legata a un palo e accompagnata da una piccola targa commemorativa. Serve da monito a chi transita da quelle parti e costituisce un grido silenzioso a sostegno del diritto dei ciclisti di viaggiare in sicurezza.

Dopo la morte di Hilda, è stato realizzato un attraversamento ciclo-pedonale regolato da un semaforo a chiamata. Ma certo non è abbastanza per rendere la nostra città "amica dei ciclisti".

Occorre una pianificazione, una visione globale del fabbisogno di mobilità. In un'area urbana congestionata, è opportuno incrementare l'offerta e la capacità di trasporto di sistemi competitivi e alternativi all'auto. Tra i benefici di interesse comune che si possono conseguire vi sono la riduzione della congestione del traffico automobilistico, la riduzione dell'inquinamento acustico e atmosferico, la riduzione dei consumi energetici. Tra i benefici personali immediati, semplicemente, la libertà di muoversi.

Come stanno facendo altri enti (non tantissimi) il Comune di Segrate deve dotarsi di un Piano della Ciclabilità. Lo scopo primario è garantire ai ciclisti percorsi sicuri. La bicicletta è una forma di mobilità vulnerabile ed esposta a rischi. Se viaggiare in bici è pericoloso, perché scegliere la bicicletta?

Completare una rete ciclabile sicura ed efficace è un obiettivo alla nostra portata. La Giunta regionale ha recentemente stanziato 20 milioni di euro per finanziare interventi a favore della mobilità ciclistica in abbinamento al trasporto pubblico. Al bando possono partecipare comuni che presentino progetti per completare e collegare il sistema della rete ciclabile locale a quella di livello regionale e alle fermate/stazioni del trasporto pubblico. Tra le spese ammesse al finanziamento vi sono gli oneri per la messa in sicurezza di percorsi, quelli per la segnaletica e l'illuminazione nonché la creazione di ciclo parcheggi automatici, velostazioni (i parcheggi per biciclette dotati di servizi gratuiti o anche a pagamento) e stazioni di bike sharing, dove proporre anche bici a pedalata assistita.

Segrate presenta alcuni requisiti necessari per poter accedere al bando. Ha una stazione ferroviaria dove transitano le linee S5 (Varese - Treviglio) e S6 (Novara - Treviglio) ed è attraversata dal Percorso Ciclabile di Interesse Regionale 15.
Il PCIR 15 inizia in provincia di Lecco e scende verso sud lungo la valle del Lambro; a Cologno Monzese s'inserisce nel PCIR 9 Navigli fino a Vimodrone da dove va ad attraversare il nostro territorio comunale fino a Peschiera per poi diramarsi fino a raggiungere le abbazie di Viboldone, Chiaravalle e Mirasole.

A Segrate potrebbero mancare requisiti importanti per partecipare al bando. Ad esempio non ha un Piano Urbano della Mobilità, mentre il Piano Urbano del Traffico è un po' datato perché risale al 2007, non è più stato aggiornato e le piste ciclabili vi rivestivano un ruolo del tutto secondario. Il progetto per la mobilità ciclistica, inoltre, dev'essere inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche in approvazione in questi giorni in giunta.

Seppur in tempi ristretti, possiamo porre rimedio.
La scadenza per iscriversi al bando è il 22 dicembre. Cerchiamo di non perdere quest'occasione.

Roberta Menegatti
Segrate Nostra

reteSegrate, 16 settembre 2015

Passate le vacanze estive, la nuova Amministrazione comunale guidata dal "nostro" Paolo Micheli comincia a muoversi più spedita e già si vedono alcuni cambiamenti rispetto agli anni passati: ci piace quindi notare che alcuni dei punti cardine del programma cominciano ad essere declinati, e tra tutti vogliamo rimarcare la maggiore trasparenza, la collegialità, la volontà di rendere partecipi tutti i rappresentanti dei cittadini - sia di maggioranza sia di opposizione - delle scelte che vengono man mano fatte dalla Giunta, l'ascolto delle istanze dei cittadini.

Aggiungiamo quindi una proposta, che in realtà deve essere sviluppata in tante iniziative - grandi e piccole - che possono far fare un notevole salto di qualità alla nostra città: è tempo di "fare rete".

A nostro avviso la passata Amministrazione si è distinta per una certa chiusura: l'impressione che abbiamo spesso avuto è che Segrate, forte delle sue molte buone qualità (e di una certa ricchezza, naturalmente) non abbia mai voluto cercare collegamenti e condividere esperienze con i Comuni limitrofi o con realtà ancora superiori.
Noi crediamo però che non sia più il tempo di vivere chiusi nella nostra bella oasi, ma sia tempo di darsi da fare per mettere a disposizione le nostre competenze degli altri e non avere timore di chiedere collaborazione.
Pensiamo a collegamenti reali (dopo il car-sharing, si pensi anche alle biciclette con il bike-sharing e con piste ciclabili che non finiscano in nulla ma permettano anche di arrivare sicuri nei Comuni confinanti) e anche a quelli più aleatori (si confrontino le buone pratiche di amministrazione), ma pensiamo soprattutto all'ottimizzazione dei servizi con la messa in comune di risorse tra le pubbliche amministrazioni (Servizi Sociali, Polizia Locale, gestione dei rifiuti, ecc.).

Insomma: nell'Europa delle frontiere aperte, ci sembra finita l'epoca del Comune chiuso in se stesso e geloso delle proprie risorse.
Anche per Segrate.

Segrate Nostra

Segrate, 15 giugno 2015

Ieri, domenica 14 giugno 2015, qualcosa è cambiato a Segrate: con Paolo Micheli che diventa il nuovo Sindaco in qualche modo finisce un'era.
Non è solo un diverso gruppo di persone che succede al precedente, ma quello che inizia vuol proprio dare avvio ad un nuovo modo di fare politica e di gestire la nostra città.

La campagna elettorale che ormai abbiamo alle spalle è stata lunga e travagliata: nello scontro tra le diverse forze in campo non sono mancate le denigrazioni, i colpi bassi, le montature per far credere agli elettori cose non vere con - sopra tutti - l'invadente presenza del Sindaco uscente Adriano Alessandrini.
Da oggi Alessandrini politicamente non c'è più e finalmente possiamo dire "non lo rimpiangeremo".

Certo: non vogliamo essere così ipocriti da far finta di non vedere le tante cose buone che le passate amministrazioni hanno fatto per la nostra città, senza tuttavia dimenticare che queste cose buone sono state fatte con i nostri soldi e che troppe volte sono sono state fatte rubandoci parti di territorio che non torneranno più allo stato in cui erano solo pochi anni fa.
Quello che non rimpiangeremo è invece il brutto modo di essere Amministratori e Sindaco che ha caratterizzato l'era Alessandrini: la gestione paternalistica, gli accordi nelle segrete stanze, le assenze ai Consigli comunali, la denigrazione in pubblico dei rappresentanti dei cittadini, la nulla considerazione della minoranza, tanto per citare qualcosa.

Ma oggi vogliamo soprattutto pensare che è un bel giorno per la nostra città ed anche per la nostra lista: Segrate Nostra infatti vince le elezioni due volte, avendo moltiplicato i propri voti ed essendo Paolo Micheli uno dei nostri soci fondatori.

E con tutto ciò il nostro spirito non cambia: continuiamo a essere persone che vogliono bene a Segrate e continueremo, anche dai tavoli della maggioranza, a chiedere al Sindaco ed alla Giunta il rispetto delle persone e delle istituzioni, la trasparenza degli atti e il rinnovamento.

Su questo non faremo sconti a nessuno: è un impegno che abbiamo preso con i nostri elettori e che intendiamo onorare.

Buon lavoro Paolo!

Marco Italia
Segrate Nostra

Segrate, 12 giugno 2015

Cari elettori e concittadini, cari amici, in quest'ultimo comunicato che precede le elezioni vogliamo anzitutto ringraziarvi per il sostegno che ci state dando, ma anche permetterci una puntualizzazione, fastidiosa ma doverosa.  
Abbiamo cercato di contraddistinguerci sempre per la qualità della riflessione e delle proposte, per le nostre idee ma anche per lo stile con cui le proponiamo.
Lo stile è importante, anche se in molti tendono a dimenticarlo. Stile significa anche confronto educato e, come ci insegnavano da piccoli, non dire le bugie, non infangare l'avversario, combattere lealmente. Nonostante l'indignazione. Crediamo di averlo fatto: i nostri volantini raccontano cose vere e provabili, anzi provate dagli atti ufficiali che sono depositati in comune e pubblici, quindi consultabili, a partire dal PGT per arrivare alle sedute del Consiglio Comunale e alle delibere di Giunta. Provabile e ovvia è anche la svalutazione delle case negli ultimi anni, come chiunque abbia provato a vendere la propria casa a Segrate saprà, a fronte di molte centinaia di case nuove invendute. La svalutazione si tocca con mano anche a San Felice, dove il costo a metro quadro è talvolta sceso sotto i 2000€.
E' invece assolutamente incredibile la messe di accuse che ci vengono mosse dalla parte avversa, dai sostenitori di Tecla Fraschini, non provate e non provabili dai fatti. Fino a tirare in ballo le sciocchezze sul comunismo, la falce e il martello e altre vergognose menzogne, senza alcun fondamento ma forse d'effetto per il cittadino meno colto o provveduto.
Sarebbe anche interessante capire se con "Segrate città della cultura" intendono proseguire con la mediocrità culturale propinata in questi anni. Alzi la mano chi ricorda più di un evento o un momento davvero culturale, di qualità, che sia partito dall'Amministrazione Comunale, e non da una delle vivaci associazioni del nostro territorio o dal competente personale della Biblioteca.
La cultura non è di destra né di sinistra, è stimolare le persone a pensare, costruire una identità e orizzonti per il futuro, come abbiamo già scritto in un recente volantino.
C'è da vergognarsi, sì, del livore che sta ancora esprimendo chi ha amministrato per molti anni, ora che probabilmente vede minacciato il proprio "regno" e teme sarà scoperchiato qualche "altarino".
Ma la vergogna è un sentimento che richiede moralità e non pare sia più di moda.

Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra

legalitàSegrate, 2 giugno 2015

Cari amici di Segrate Nostra, grazie anzitutto perché la nostra lista, la lista di Paolo Micheli, ha totalizzato l'11,6% ed è la terza forza politica di Segrate, dopo PD (22,2%) e Forza Italia (14,5%), ed ha anche superato la lista del sindaco uscente (per i dati CLICCA QUI).

Abbiamo il numero di voti di preferenza più alto rispetto a tutte le altre forze, ciò significa che le persone ci conoscono personalmente e credono nelle capacità e competenze dei nostri candidati, oltre che nelle nostre idee.

La coalizione di Paolo ha avuto il 37,2% contro il 42,7% del Centrodestra. Se vincessimo, circa 5 seggi sarebbero per Segrate Nostra e 10 per il PD, mentre i nostri alleati di Scelta Civica e delle Sinistre per Segrate non riuscirebbero ad entrare in consiglio. Abbiamo però condiviso con loro il programma e con loro si continuerà a dialogare: lavoriamo tutti in una medesima direzione democratica!

Il primo dato è evidente: la politica di Alessandrini HA PERSO, i segratesi hanno detto NO al partito del mattone e delle promesse fintamente mantenute (salvo quelle fatte ai costruttori...). La differenza di poco più del 5% di voti è ampiamente recuperabile, coinvolgendo gli elettori delle altre forze minori a sostenerci. Guardiamo al successo complessivo delle altre liste civiche, simili a noi per programmi e valori e non legate alle logiche di partito ma al contatto diretto con la gente. Guardiamo al Movimento 5 Stelle che con noi condivide i principi fondamentali di legalità, di ascolto dei singoli cittadini, di difesa del territorio e di innovazione.

Siamo una vera lista civica e come tale difendiamo il valore della democrazia e di ogni dialogo costruttivo a favore del territorio.

Purtroppo poche persone hanno espresso il loro voto: solo il 52% rispetto al 73% delle Comunali del 2010. Sappiamo che molti cittadini erano assenti per il lungo ponte,e forse vari altri sono stanchi e delusi anche della politica locale.

Dobbiamo ora IMPEGNARCI TUTTI per portare più persone possibile a votare Paolo Micheli il 14 giugno!

Sappiamo che non è facile, ma abbiamo una decina di giorni per convincerli, c'è un lavoro che ognuno di noi, di voi, deve fare. E' una questione di senso civico, di responsabilità: ricordiamo ai nostri concittadini che buona parte dei guasti progettati dall'amministrazione uscente può essere fermata e che ciò può accadere solo scegliendo Paolo Micheli, persona seria, libera da compromessi e da interessi, che sceglie di lasciare un prestigioso posto in Consiglio Regionale perché crede nel progetto che ha avviato 6 anni fa insieme a noi nella sua città. Abbiamo un candidato competente e serio CONTRO una candidata inesperta che si presta facilmente a essere manovrata dal solito vecchio gruppo dirigente. Abbiamo un vero progetto di città basato sulle persone CONTRO quello che vuole unire i quartieri con nuovi palazzi pretendendo che verde e qualità della vita aumentino!

Parliamone con i parenti, i vicini di casa, le persone che incontriamo, i giovani e gli anziani. Non dimentichiamo che ogni singolo voto conta. UNO PER UNO!

Diciamo loro questo:
"Il 14 giugno facciamoci un regalo: regaliamoci Segrate".

Fermiamo 20 anni di politiche del mattone e dei favoritismi, dell'opacità e della mancanza di ascolto, delle bugie e di troppe poche cose ben fatte rispetto all'enormità del denaro speso. Una politica che ha avvantaggiato solo gli investitori immobiliari ed ha pesantemente svalutato le nostre case, che punta ad eliminare da Segrate tutto il verde agricolo, che ha reso Segrate una grande periferia di Milano, che ha dato a Segrate centri commerciali e una bretella autostradale senza migliorare la viabilità e i mezzi pubblici, che ha pensato di distrarci da tutto questo con tante piante fiorite (belle e di costosa manutenzione) e qualche evento di piazza, che ha speso in dieci anni oltre 100 milioni di oneri di urbanizzazione senza darci la vivibilità (in termini di traffico e sicurezza) e la bellezza che Segrate merita.

Ora in alternativa a Tecla Fraschini ed al suo "sponsor" Alessandrini abbiamo un candidato prestigioso, una persona stimata ed apprezzata da tutti, con un progetto di altissimo profilo culturale e sociale, basato su ascolto, legalità, idee innovative, sostenuto da una squadra di ottime persone di straordinaria competenza.

Pensiamo anche ai nostri figli.

"Regaliamoci Segrate, per un futuro migliore".

Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra

vol lavoroSegrate, 21 maggio 2015

Un direttore d'orchestra dirige il pubblico di un teatro, come se fosse un'orchestra che può fare musica. La buona amministrazione, quella che gestisce con onestà e trasparenza la cosa pubblica, che con umiltà e competenza ascolta le esigenze dei cittadini, quella che valorizza i talenti di ciascuno, può creare un futuro diverso e una comunità salda nel rispetto dei valori.

Abbiamo disegnato i volantini perché fossero manifesti di intenti e di idee creative. Abbiamo collegato i piani dell'edificio del Lavoro con una scala a chiocciola, perché il lavoro e la capacità di connettere siano il nostro DNA, il simbolo della vita nel futuro.

Abbiamo impostato una campagna elettorale profondamente diversa da quelle consuete, concentrata sui valori e sul futuro che vogliamo per la Nostra Segrate. Le generazioni giovani, a cui molti di noi appartengono, sono abituate a viaggiare e a confrontarsi con le migliori esperienze italiane ed europee in vari campi, non a guardarsi l'ombelico e a incensarsi per il poco fatto rispetto al molto che resta da fare.
E conoscono nuove storie e nuove realtà di vita e di lavoro.

Vedono - ovunque, in Europa - città come Segrate e più grandi dove i campi coltivati sono tornati a punteggiare il tessuto urbano, dove i cittadini collaborano con fierezza ai progetti comuni, dove si sanno attrarre fondi e sponsor per iniziative che segnano profondamente e felicemente il domani.
Non si sprecano soldi per piste ciclabili doppie lungo una strada se una è sufficiente e se molte sono pericolose; piuttosto si punta a connettere un comune con quelli limitrofi. I ponti vanno realizzati dove servono a connettere, come le stazioni.
Non si fanno piantare mille alberi per lasciarli in parte morire. Non si lascia che gli assessori e consiglieri comunali abbiano tornaconti personali.
Non si aprono strade come scusa per favorire nuove edificazioni.
Non si costruisce quando non è strettamente necessario.

A Segrate chi sa guardare vede mille sprechi e favori, poca democrazia, molte priorità disattese (la stazione, la nuova Cassanese, la sicurezza) accanto a cose ben fatte.
Vuote retoriche sulla destra e la sinistra ancora distraggono da ciò che conta chi crede a un futuro sostenibile e pulito. Ciò che conta per amministrare sono le persone oneste, aperte, impegnate, competenti e di talento. Le biografie contano, i programmi pure.

In una piccola città francese è scritto su un muro:
"Pensare in grande. Realizzare meglio. Misurare e accrescere le risorse. Sostenersi. Senza sotterfugi. Credere nella cultura, nei talenti, nei giovani".
Su molti muri nostrani:
"Basta mafie".

Vogliamo essere la lista civica del cambiamento. Basta mafie davvero.

Ecco perché Paolo Micheli sindaco e Segrate Nostra.

Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra

triangolo verdeSegrate, 20 maggio 2015

In quella che potrebbe essere l’ultima riunione di Giunta della sua vita di professionista della politica, il sindaco Alessandrini non ha saputo smentirsi ed ha fatto approvare dalla Giunta (tre voti a favore, due contrari) il definitivo via libera alla realizzazione di un centro commerciale di quasi 3000 mq sul triangolo di prato che si trova all’ingresso sud di Milano 2, di fronte al distributore di carburante e di fianco al rondò dell’aeroplanino.

Un centro commerciale incredibilmente inutile (a pochi metri c’è già l’outlet Village), che rischia di essere un altro colpo al commercio di vicinato del quartiere.

Un centro commerciale che in Milano 2 ha suscitato solo critiche e ostilità perché offende l’immagine del quartiere, abbasserà il valore delle case, aumenterà inevitabilmente il traffico di attraversamento, farà sparire quel prato che ha sempre rappresentato una barriera di verde a salvaguardia dell’ingresso sud del quartiere.

Ma niente può fermare il sindaco più cementificatore della storia di Segrate. Niente ferma il sindaco del cemento e la sua Giunta senza pudore.

Gianluca Poldi
Portavoce di Segrate Nostra